Minimizzare i rischi potenziali: il comportamento da tenere per reagire ai pericoli imprevisti

Ci si può aspettare l’inatteso? La nostra esperienza ci dice: sì! Cominciamo prima che gli errori critici si verifichino. Scopri come minimizzare i rischi potenziali e aumentare la sicurezza dei tuoi dipendenti in modo orientato all’obiettivo!

Minimizzare i rischi potenziali: il comportamento da tenere per reagire ai pericoli imprevisti

Quando le conseguenze di un incidente non sono troppo devastanti o quando siamo stati in grado di scongiurare un incidente all’ultimo minuto, siamo soliti dire di essere stati fortunati, perché quando accade qualcosa di inatteso, si innesca una vera e propria reazione a catena con un risultato che non si può prevedere. Lo vediamo nella vita privata, ma possiamo applicarlo anche sul lavoro. Nell’ambito della sicurezza occupazionale, rischi e infortuni raramente derivano dal caso o dalla sfortuna. Con il giusto approccio alla prevenzione, i rischi potenziali possono essere ridotti in maniera significativa – nel momento in cui s’innesca la dinamica o anche prima che l’errore si verifichi. L’utilizzo dei metodi appropriati ci permette di affrontare i pericoli imprevisti in modo da ridurre il più possibile l’entità del danno – o perfino evitarlo del tutto.

I pericoli imprevisti si nascondono dappertutto

Nei luoghi di lavoro, gli imprevisti sono praticamente all’ordine del giorno e hanno dei costi enormi.  Da un’istruzione di lavoro in apparenza semplice si attivano numerose attività a cui devono pensare i dipendenti. Considerazioni secondarie espresse a proposito possono avere vaste conseguenze. Un commento incauto da parte dei colleghi o del proprio capo può tormentare la testa al soggetto anche per un’intera giornata, rendendolo frustrato e facendolo distogliere dal compito che stava svolgendo.

Nella routine quotidiana però è quasi impossibile esaminare attentamente ogni frase prima di pronunciarla e ogni singola mossa prima di agire. La routine ci rende la vita più facile, velocizza le nostre decisioni e ci fa prestare meno attenzione alle attività ripetitive. Ad esempio, grazie a sofisticate procedure di lavoro, esperienza e pratica acquisite, ormai non è più necessario pianificare con precisione e nei minimi dettagli ogni possibile eventualità nella catena di montaggio di un’automobile. Eppure, infortuni e lesioni occupazionali – che potrebbero essere evitati – continuano a verificarsi. In questo contesto le abitudini possono essere micidiali: la mente è lontana dall’azione che compiamo. La disattenzione porta a commettere errori, i quali provocano incidenti perché semplicemente non avevamo né occhi e né mente sulla attività.

Evitare infortuni e lesioni sul lavoro

Nell’ambito della sicurezza occupazionale, tante sono le misure in grado di prevenire infortuni e lesioni sul lavoro. Un esempio è costituito dall’indossare volontariamente i dispositivi di protezione individuale (DPI) e non solo a causa di un avvenuto infortunio o danno.

Una miriade di regolamenti e certificazioni, oltre che l’approccio comportamentale alla sicurezza, contribuiscono alla prevenzione degli infortuni. In Italia, l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) distingue i diversi tipi di stress e analizza come le attività semplici incidono sul corpo umano. Lo stress psicologico svolge un ruolo importante nella valutazione del rischio.

Minimizzare i rischi potenziali, migliorare la sicurezza personale

Per identificare i rischi potenziali, è necessario considerare molti elementi specifici. Gli ambienti di lavoro e i fattori umani sono molto diversi tra loro e non possono essere generalizzati. L’idea di base consiste nel fatto che gli incidenti di solito si verificano nel corso di quelle attività “banali”, scontate, mentre non pensiamo più a quello che stiamo facendo.

Per contrastare il problema, abbiamo predisposto un insieme di preziose informazioni e consigli per l’effettiva prevenzione degli infortuni. Troverai le tre strategie generali per fronteggiare i rischi nascosti nella seconda parte dell’articolo: “Tre strategie: la riduzione finalizzata alla riduzione dei rischi inattesi per la sicurezza”.

(Immagine: © SafeStart International)

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